Descrizione
UniBoard è prevista per tutti i PIC mid-range e enhanced a 28 e 40
pin,
come 16F870, 16F876, 16F876, 18F2321, 18F22K46 e simili.
Si possono usare anche chip della famiglia 10F nel pakage DIP a 8 pin.
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UniBoard è stata disegnata per essere utilizzata a
"pacchetto" con un alimentatore stand alone a batteria, che
forma un insieme del tutto autonomo e privo di qualsiasi collegamento
con la rete. Questo, a parte la sicurezza intrinseca, permette di avere già pronta tutta la struttura di supporto
di un ampio range di processori, senza replicarla ogni volta, in modo
del tutto semplice e sfruttabile su qualsiasi postazione di lavoro.
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Il circuito è quello minimo che sta attorno al chip: UniBoard è
ultra semplice, ma completa come base per sperimentare e sviluppare i microcontroller embedded; non
serve altro.
La scheda è di dimensioni limitate (147 x 67 mm circa), ma contiene tutto
quello che serve a far funzionare il PIC:
- doppio zoccolo a 28 e 40 pin per chip in package DIP
- prese di alimentazione e condensatori di disaccoppiamento
- circuito del reset con pulsante e una ampia gamma di opzioni
- circuito del clock con varie opzioni
- connettore ICSP/ICD
- connettori a spina per gli I/O
- set di 8 LED a basso consumo per visualizzazioni e test on-board
- connettore dedicato per comunicazioni seriali, con LED di stato
- potenziometro per riferimenti analogici
- area componenti: ampia area millefori per una semplice aggiunta di componenti
- opzione per modulo esterno per l' oscillatore di Timer1
- test point per il collegamento di strumenti (oscilloscopio, multimetro,
ecc)
Lo schema è raccolto in questa unica immagine:
Una particolare osservazione riguarda il segno che
indica un pin rimovibile in cui inserire, se richiesto, quel dato
componente.
Questo è dovuto alla seguente considerazione: un embedded
può funzionare con una grandissima quantità di opzioni; il saldare alla
scheda un certo quarzo o un certo valore di resistenza limita le possibilità
di sperimentazione. Il disporre di pin in cui i componenti potranno essere
inseriti quando e dove necessario consente sia l' immediata intercambiabilità
di questi componenti, sia la possibiltà di estendere al massimo grado la
sperimentazione.
In ogni caso, è possibile benissimo fare a meno di questo
sistema ed attenersi ad un più convenzionale metodo di salda-se-serve/dissalda
se non serve; basta che il circuito stampato, come quello realizzato e
visibile nelle immagini, sia di ottima qualità.
Vediamo nei dettagli le varie sezioni
Alimentazione:
La classica Vdd/Vss arriva attraverso un connettore a due poli passo 2.54
(come tutte le altre connessioni esterne), ma polarizzato, per evitare l'
inversione.
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Questo vuol dire che è necessario un alimentatore-stabilizzatore esterno.
Questa scelta è stata fatta in base a precise considerazioni.
- In primo luogo, la board è aperta ad ogni genere di applicazione e
periferiche di qualsiasi tipo sono collegabili al suo I/O. Quindi un
alimentatore on-board, causa spazio disponibile, avrebbe potuto trovarsi
limitato nella quantità di corrente erogabile.
- In secondo luogo, i PIC possono funzionare in una gamma di tensioni molto
ampia, da 2 a 5,5V. Un alimentatore on borad, per permettere una sufficiente
flessibilità di sperimentazione, avrebbe dovuto anche essere variabile.
Si è dunque preferita una tecnica diversa: l' alimentatore è esterno e
quindi lascia il massimo di libertà all' utente di scegliere quanto
preferisce o è più adatto all' applicazione.
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In ogni caso, il progetto UniBoard prevede la disponibilità di
alimentatori delle stesse dimensioni della board, alimentati con batterie
ricaricabili e collegabili meccanicamente alla stessa per formare un solo
blocco completamente autonomo da qualsiasi altra connessione.
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Un alimentatore "formato UniBoard".
Si tratta di uno switch step up, in grado di erogare oltre 300 mA.
Sono selezionabili le tensioni di 5V e 3.3V, oltre ad un range variabile tra
2,7 e 5V, regolabile con un trimmer multigiri, utile, ad esempio, per
verificare il funzionamento a 3.6V oppure a 4.8V.
L'energia è fornita da due accumulatori NiCd o batterie alcaline.
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Ovviamente, utilizzando UniBoard con tools di debug come i Pickit, che
posso dare alimentazione a quanto collegato alla presa ICSP/ICD, nei limiti
della corrente fornibile da questi tools, un alimentatore esterno e del
superfluo per una ampissima gamma di circuiti e applicazioni.
L' alimentazione, poi, è distribuita alla scheda con un buon numero di
condensatori di disaccoppiamento ed è disponibile in ogni blocco di pin per
le connessioni con l' I/O esterno.
Nella foto, il gruppo di connessioni per PORTB e PORTD, inframmezzati da
pin da cui è possibile trarre l' alimentazione per eventuali dispositivi
collegati.
Questo consente di realizzare una vastissima gamma
di moduli esterni, dai display a LED, LCD e grafici, ai real clock, a
pulsanti, contatti, relais, analogica, ecc., facilmente collegabili e
direttamente alimentabili dalla UniBoard.
A fianco di ogni gruppo di spine, il circuito stampato mette a disposizione
una doppia linea di fori, collegati ai relativi pin di I/O, utili per l'
aggiunta di altri connettori oppure di componenti on board, aumentando
ulteriormente l' espandibilità e l' accessibilità.
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